Una serie di sfortunati eventi

Mi ricordai di come eravamo tutti venuti da Gatsby col sospetto della sua corruzione mentre lui stava in mezzo a noi nascondendo un sogno incorruttibile.
La luna si levò più alta e mentre me ne stavo lì a rimuginare sul mondo vecchio e sconosciuto, pensai alla meraviglia di Gatsby quando per la prima volta aveva scorto la luce verde in fondo al pontile di Daisy. Era venuto da così lontano e il suo sogno deve essergli sembrato così vicino da non credere di poterlo afferrare. Ma non sapeva di averlo già alle spalle. Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgastico che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Ieri c’è sfuggito, ma non importa: domani correremo più forte, allungheremo di più le braccia … e un bel mattino…
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.

Nick Carraway – Il grande Gatsby

Un sognatore il signor Gatsby: in un mondo di persone atterrite lui voleva puntare in alto.
Inseguire un sogno e continuare a correre sempre più velocemente; provarci ancora e ancora; la speranza unita all’immaginazione.
Corriamo verso il futuro con le braccia tese fino alla punta delle dita, ma veniamo costantemente tirati indietro dalla corrente, verso il passato.
Forse è un modo per dire anche che il passato non ci lascerà mai, che per quanto vogliamo fuggire esso torna sempre, ci attira a sé. Un bel guaio per i sognatori di una vita lontana.

Cosa farò da grande

Nella vita si capiscono molte cose, generalmente. Dalle cose più semplici a quelle un po’ più complicate, si riesce a farsi un’idea sulla propria persona.
Per quel che mi riguarda me la cavo abbastanza bene con le cose elementari: mi piace la pizza, odio i capperi, amo il gelato, detesto le meringhe.
Guardiamo film in quantità esagerate, ma per favore non fatemi perder tempo con gli horror. Si ai film d’azione, alle commedie, ai superdrammatici, e perchè no, ai fantasy. No, e ancora no, ai film francesi o cinesi. I tedeschi, visto uno visti tutti, ma in mancanza di altro fanno compagnia.
Ascoltiamo tutta la musica del mondo, ma evitiamo il rumore assordante, vi prego. Compreso Gigi D’Alessio.
Libri a palate, libri a montagne, libri in ogni dove. Tutti quanti, nessuno escluso.
Tenetemi lontana dagli opinionisti, dai talent show vari e soprattutto da Barbara D’Urso (mi fa specie pure nominarla nel mio blog). I tronisti abbatteteli per favore, per non parlare delle veline, delle letterine, delle professoresse e dei nulla-facenti televisivi.
La politica non la evito, ma nemmeno me ne faccio una ragione di vita.
Lo sport non toglietemelo mai, lo sport e i suoi campioni, che non sono solo quelli che si vedono in tv. Lo sport della fatica e dei sacrifici, ma anche della felicità e della voglia di muoversi, del ritmo dei muscoli che praticano un’arte. Quindi escluderei moltissimi calciatori.
Che i dormiglioni, gli assonnati cronici e i privi di vitalità mi stiano alla larga, perché vorrei davvero scuotervi e gridarvi nelle orecchie di darvi una mossa. Spedirei su un altro pianeta quelli che seguono la massa ad ogni costo, ma anche gli anticonformisti per principio, che sono tali solo per il gusto di andare contro il resto del mondo e pur di farsi “fighi” agli occhi degli altri. I prepotenti, poi, mi accontenterei di investirli con la macchina, per non parlare delle prime donne, degli insopportabili “so-tutto-io” e degli egocentrici, che non sanno ammirare altro che il proprio riflesso in ogni vetro del mondo.
Vorrei vedere soltanto lealtà e solidarietà, gentilezza di cuore e amore vero (che non è quello dei fidanzati che si baciano al tramonto per poi farsi le corna appena calato il sole). Amicizia e spirito di libertà. Ironia e autoironia. Evitiamo l’ostentazione e lasciamo spazio a un po’ di modestia, che male non farebbe.
Amo ascoltare la gente che parla di qualcosa di cui è appassionato, ho una passione vera per gli appassionati: hanno una luce negli occhi quando raccontano del proprio argomento che è impareggiabile. Non sopporto chi distrugge tutto quello che non è come lo intende lui, chi demolisce ciò che è diverso dalla propria persona, perché credo che se ognuno si limitasse ad ascoltare e a dire “beh, io non la penso come te, però ok, va bene lo stesso” vivremmo tutti molto più serenamente. Il famoso “vivi e lascia vivere” dovrebbe diventare un credo internazionale.

Tutto questo è molto interessante, forse… ma qual’è il punto?
Il punto è che so abbastanza bene che cosa mi piace, cosa mi interessa e cosa non sopporto, ma se devo dirvi chi vorrei diventare o cosa vorrei fare da grande (che poi “grande” lo sarei già, secondo alcuni) diventa veramente un rebus intrigato.
Finchè si studia si ha una concezione del mondo molto lontana. Già, il mondo è là fuori e pensiamo che ci aspetti. Non è esattamente così: noi aspettiamo con ansia il momento dell’uscita, la svolta che ci lancerà tra gli adulti.
Si tratta di esser catapultati da un momento all’altro in una realtà che vedevamo solo con il binocolo…un luogo che pareva un’isola felice.
Pareva.
Devi rispondere, così, a domande come: competenze? esperienze? quale posizione vorresti ricoprire? E ti ritrovi a rileggere la tua vita riassunta in due paginette scarse. Tutti questi anni di studi e libri su libri, per avere in mano solo due fogli che ti chiedono più esperienza lavorativa che titoli di studio.

Mi viene in mente quella canzone di J.Ax che dice:
…non mi trovo male tra persone ad un minuto dallo sbrocco totale, che non hanno programmi, che anche a quarant’anni non sanno cosa faranno da grandi…
(Le chiavi di casa)

Da piccoli era più facile rispondere alla domanda: cosa vuoi fare da grande?
Io, per esempio, sono passata dall’ufficiale della Marina Militare, quando ancora le donne non erano ammesse, e solo perché mi piaceva la divisa, alla veterinaria, l’avvocato in stile “JAG”, poi judoka professionista, l’artista, la scrittrice, la pubblicitaria e la giornalista.
Quest’ultima rimane, ma non si dimentica mai della judoka, dell’artista e della scrittrice.
A pensarci bene anche la pubblicitaria e la veterinaria non sarebbero affatto male.
Ah dimenticavo: la fotografa e la fotogiornalista.
Dite che se vado all’Accademia Navale sono ancora in tempo?

Magari anch’io a quarant’anni non saprò ancora cosa farò da grande, ma forse sarebbe meglio decidersi un po’ prima.

Può darsi le due cose

Non lo so se mamma aveva ragione, o se… se ce l’ha il Tenente Dan… non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io… io credo… può darsi le due cose.
Forse le due cose capitano nello stesso momento.

- Cit. Forrest Gump

Per me Forrest non era stupido per niente. Se esser stupidi volesse dire questo, beh… ci metterei la firma!

E quando la trama

delle loro dita

sicura si stringe

come i saggi nodi dei marinai,

gli amanti assaporano

la certezza

del presente

e del futuro brillante

intonando un canto

d’amicizia e d’amore.

-cit.

La Poesia addolcisce i momenti amari. E quando non li rende più dolci, dona loro una luce di bellezza indimenticabile, pur lasciandoli nella loro assoluta tristezza. Può capitare che le parole esprimano con tanta efficacia il buio di quell’attimo da render quell’attimo stesso ancora più nero di quel che sembrava, ricordando aspetti che si erano dimenticati. Eppure è impossibile togliere lo sguardo da quel nero inchiostro perché è l’unico modo in cui possiamo davvero parlare di noi stessi, modellando le parole e rendendo migliore il nostro stato d’animo.

Come la Poesia, anche l’Arte, e la sua creatività, lascia spazio all’anima e all’essere.

Due linguaggi opposti, l’uno colmo di parole e l’altro quasi del tutto privo di esse, che hanno in comune l’espressione del proprio sentimento, per l’autore, e il riconoscimento di se stessi, per chi ne è spettatore.

Io, da spettatrice, l’ho sempre pensata così.

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Dopo quello che mi è successo ieri mattina, ero talmente scioccata e gasata che volevo quasi cambiare il sottotitolo del blog. Ma state tranquilli, non serve: c’è già stato un pareggiamento dei conti.

Ieri mattina sono uscita con mia madre che voleva andare a comprarsi una maglia, poi andare a svolgere una commissione che avrebbe richiesto al massimo un’ora e mezzo e infine fare la spesa. La maglia ha richiesto più tempo del previsto e perciò la commissione è stata rimandata, passando direttamente alla spesa.

Entriamo nel discount e facciamo una spesa sostanziosa (di quelle che al momento di salire le scale ti fanno rimpiangere di aver comprato così tanta roba senza nemmeno avere uno schiavo al tuo servizio), visto che il frigo e la dispensa erano ormai in grado di produrre l’eco da tanto erano vuoti. Andiamo alla cassa e io, molto gentilmente, faccio passare avanti una signora che aveva solo due bottiglie di vino in mano. Passo la tessera alla cassiera e un dolce suono che sa di vittoria squilla nelle nostre orecchie.

Abbiamo vinto la spesa!

Usciamo incredule dal discount, dicendo che sarebbe stato meglio prendere molta più roba, fare una scorta infinita di cibo o di altro. Cose che non abbiamo preso per non esagerare, ma anche cose inutili.

Io rifletto sulla signora che ho fatto passare avanti: “Pensa se non l’avessi fatta passare!”.

In macchina mi viene un pensiero che oscura subito la luce della buona sorte e, parlando con un tono di avvertimento, mi rivolgo a mia madre: “Però ricordiamoci che per una cosa bella, a noi, ce ne capitano almeno altre tre brutte”.

Mia madre mi guarda preoccupata ma subito ci ripensa e decidiamo di lasciar perdere. La giornata passa e noi siamo tranquille: per una volta, magari, non ci sarà da pagare il colpo di fortuna.

Ma la maledizione ormai l’avevo lanciata:
1) questa mattina ecco che arriva, a cavallo del suo Liberty nero, il messaggero di Equitalia. “Almeno si sono degnati di mandare un bel tipo”, penso tra me e me;
2) vado a prendere la bicicletta per svolgere la commissione rimandata il giorno prima ed ecco la sorpresa: scomparsa, dissolta, svanita nel nulla, per non dire rubata, fregata, razziata, trafugata, scippata.

Attendo con ansia la terza, e ultima, rata.

La lista dei 100 libri

Girovagando tra i blog mi sono trovata di fronte a questa lista di libri stipulata dalla BBC, la quale afferma che “la maggior parte delle persone ha letto solo 6 dei 100 libri” proposti.

Mi pare ovvio che si tratta solo di un gioco, perché se si chiedesse a dieci persone diverse di fare una lista di libri imperdibili, si avrebbero dieci elenchi differenti, sicuramente con qualche titolo in comune, ma mai identici.

In ogni caso è un gioco che mi ha messo davvero ansia: mi ha ricordato (ancora una volta!) quanti libri ci sono ancora da sfogliare. Un numero infinito che continua a crescere, minuto dopo minuto, inesorabilmente.

E io che faccio? Perdo tempo mangiando, dormendo, uscendo di casa o addirittura rileggendo quelli già letti, magari anche più di una volta!


Istruzioni:
Commenta incollando la lista e mettendo accanto al titolo una “V” in quelli letti interamente, una “X” accanto a quelli iniziati ma non finiti.

1 Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen “V”
2 Il Signore degli Anelli – JRR Tolkien “V”
3 Il Profeta – Kahlil Gibran
4 Harry Potter – JK Rowling “V”
5 Se questo è un uomo – Primo Levi “V”
6 La Bibbia
7 Cime Tempestose– Emily Bronte “V”
8 1984 – George Orwell “V”
9 I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni “V”
10 La Divina Commedia – Dante Alighieri “V”
11 Piccole Donne– Louisa M Alcott
12 Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
13 Comma 22 – Joseph Heller
14. L’opera completa di Shakespeare
15 Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani
16 Lo Hobbit – JRR Tolkien
17 Il Nome della Rosa – Umberto Eco
18 Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa
19 Il Processo – FranzKafka
20 Le Affinità Elettive – Goethe
21 Via col Vento – Margaret Mitchell
22 Il Grande Gatsby– F Scott Fitzgerald
23 Casa Desolata – Charles Dickens
24 Guerra e Pace – LevTolstoj
25 Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26 Brideshead Revisited – EvelynWaugh
27 Delitto e Castigo – Fyodor Dostoevskj
28 Odissea -Omero “V”
29 Alice nel Paesedelle Meraviglie – Lewis Carroll “V”
30 L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31 Anna Karenina – LeoTolstoj
32 David Copperfield – Charles Dickens
33 Le Cronache di Narnia – CS Lewis “X”
34 Emma – Jane Austen
35 Cuore – Edmondo de Amici “V”
36 La Coscienza di Zeno – Italo Svevo “V”
37 Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini “V”
38 Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39 Memorie di una Geisha – Arthur Golden
40 Winnie the Pooh – AA Milne
41 La Fattoria degli Animali – George Orwell “V”
42 Il Codice da Vinci –Dan Brown
43 Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez “V”
44 Il Barone Rampante – Italo Calvino “V”
45 Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46 Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar “V”
47 I Malavoglia – Giovanni Verga “V”
48 Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello “V”
49 Il Signore delle Mosche – William Golding
50 Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51 Vita di Pi – Yann Martel
52 Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway “V”
53 Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54 I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
55 Le Avventure di Pinocchio – Collodi “V”
56 L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon “V”
57 Siddharta – Hermann Hesse “V”
58 Brave New World – Aldous Huxley
59 Lo strano caso delcane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60 L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
61 Uomini e topi – John Steinbeck
62 Lolita – Vladimir Nabokov
63 Il Commissario Maigret – George Simenon
64 Amabili resti – Alice Sebold
65 Il Conte di Monte Cristo –Alexandre Dumas
66 Sulla Strada – Jack Kerouac “V”
67 La luna e i Falò – Cesare Pavese
68 Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding “V”
69 Midnight’s Children – Salman Rushdie
70 Moby Dick – Herman Melville
71 Oliver Twist – Charles Dickens “V”
72 Dracula – Bram Stoker “V”
73 Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome “X”
74 Notes From A Small Island – Bill Bryson
75 Ulisse – James Joyce
76 I Buddenbroock – Thomas Mann
77 Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78 Gérminal – Emile Zola
79 La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
80 Possession – AS Byatt
81 Canto di Natale – Charles Dickens
82 Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde “V”
83 Il Colore Viola – Alice Walker
84 The Remains of the Day – Kazuo Ishiguro
85 Madame Bovary – Gustave Flaubert
86 A Fine Balance – Rohinton Mistry
87 Charlotte’s Web – EB White
88 Il Rosso e il Nero – Stendhal
89 Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
90 The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
91 Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92 Il Piccolo Principe – Antoine De Saint-Exupery
93 The Wasp Factory – Iain Banks
94 Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
95 Un Uomo – Oriana Fallaci
96 Il Giovane Holden – Salinger “V”
97 I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
98 Amleto– William Shakespeare
99 Charlie e la fabbrica di cioccolato – Roald Dahl “V”
100 I Miserabili –Victor Hugo

29/100 letti e 2/100 non finiti.
Alcuni però li ho letti due volte: posso contarli il doppio!? E poi alcune sono saghe e non libri unici, perciò si potrebbe aumentare il numero? Così tanto per vantarsi un po’ e fare la figura dell’intellettuale.

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Fuggiremo il riposo,
fuggiremo il sonno,
supereremo in velocità l’alba e la primavera
e prepareremo giorni e stagioni
a misura dei nostri sogni.

- Paul Eluàrd

Dedicato alla mia amica, che per prima ha letto questa poesia e me l’ha scritta in un messaggio, tra le tante cose che ci raccontiamo, non tutte definibili “serie” o “sentimentali”.

La mia eterna romantica, tutta cuore e dolcezza nascosta, neanche troppo bene, sotto uno strato di ruvidità.

Un misto di carattere, decisione e tenacia, con un po’ di pepe che insaporisce il tutto.

A lei che mi accompagna sempre ovunque io vada, anche quando non c’è, perché so che non riesce a pensare solo per se stessa e perciò si arrovella la mente in mille ragionamenti e speranze per chi le vuole bene.

Lei che è talmente contenta di farti una sorpresa che non riesce a mantenere il segreto, pur di vederti felice il prima possibile.

Per lei che ha talmente tanta fiducia in me che, se riesco a farle uno scherzo raccontandole una frottola, anche improbabile, mi crede lo stesso.

Alla mia amica, che mi è vicina anche quando è lontana.

Non ritorneremo a sognare, noi, perché non abbiamo mai smesso.

Chiorbaciov

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...di più equivale a straparlare.

Vittorio Aulenti

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