IMG_0027_1

Crisi creative

C’è quella strana sensazione per la quale ti sembra di star per esplodere. Senti dentro un qualcosa che deve assolutamente venir fuori: un bisogno di esprimersi in qualche modo. Mi capita spesso di provare questo sentimento senza saper mai che cosa fare e allora penso alle cose in cui me la cavo. Disegnare sarebbe davvero magnifico, sarebbe il metodo più bello e diretto per uscirne, se solo fossi in grado di creare un qualcosa di mio, quel qualcosa che ho nella testa e che fatica a prender forma sulla carta bianca, che puntualmente resta bianca. Allora penso che potrei dedicarmi al bricolage, alla costruzione di qualcosa attraverso le mani, la manualità non mi manca, ma è l’assenza di attrezzi che mi ferma, credo. Sarebbe bello scrivere, ma scrivere davvero, scrivere qualcosa di affascinante e intelligente, una storia che coinvolga i lettori, ma ogni volta che ci penso rimando sempre, forse per una paura nascosta di scoprire che in realtà non ne sono in grado: se tutto viene rimandato allora resta in forse e non c’è il rischio di scontrarsi con la realtà dei fatti. Quindi prendo la macchina fotografica e inquadro sprazzi di cielo a caso con nuvole colorate, senza prender niente di mio se non una visione. Inquadro il cielo, lo metto a fuoco, scelgo la nuvola che mi è più simpatica e scatto. Sembra di essere nella libertà più sconfinata, lontana dalla gente, quassù nessuno può disturbarmi. Il sole sta per calare e questa nuvola è rosa e poi arancione, dopo spunta anche un po’ di viola. Mi sembra quasi di esserci sopra. Qualcosa mi distrae e distolgo l’obiettivo dalla mia nuvola, è bastato poco per ricadere sull’asfalto di questa strada.

Per fortuna ho la mia modella personale

Vi propongo, qui di seguito, alcuni dei numerosi scatti che ho fatto alla mia amica Martina.
Senza alcuna pretesa, siamo saltate in macchina e abbiamo girovagato per la campagna alla ricerca di qualche postazione che ci ispirasse. Da autodidatta non so se le luci fossero giuste, le ombre troppo scure né se la posizione fosse corretta, perciò non siate troppo severi con me: sono ancora al livello principiante.
Le fotografie modificate le ho volute mettere perché, nonostante non ami troppo i ritocchi, mi diverto a creare atmosfere fiabesche e particolari, di altre epoche e altri mondi. D’altra parte la testa ce l’ho sempre avuta tra le nuvole, non posso farci niente.

 

Domani correremo più forte

Mi ricordai di come eravamo tutti venuti da Gatsby col sospetto della sua corruzione mentre lui stava in mezzo a noi nascondendo un sogno incorruttibile.
La luna si levò più alta e mentre me ne stavo lì a rimuginare sul mondo vecchio e sconosciuto, pensai alla meraviglia di Gatsby quando per la prima volta aveva scorto la luce verde in fondo al pontile di Daisy. Era venuto da così lontano e il suo sogno deve essergli sembrato così vicino da non credere di poterlo afferrare. Ma non sapeva di averlo già alle spalle. Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgastico che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Ieri c’è sfuggito, ma non importa: domani correremo più forte, allungheremo di più le braccia … e un bel mattino…
Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato.

Nick Carraway – Il grande Gatsby

Un sognatore il signor Gatsby: in un mondo di persone atterrite lui voleva puntare in alto.
Inseguire un sogno e continuare a correre sempre più velocemente; provarci ancora e ancora; la speranza unita all’immaginazione.
Corriamo verso il futuro con le braccia tese fino alla punta delle dita, ma veniamo costantemente tirati indietro dalla corrente, verso il passato.
Forse è un modo per dire anche che il passato non ci lascerà mai, che per quanto vogliamo fuggire esso torna sempre, ci attira a sé. Un bel guaio per i sognatori di una vita lontana.

Cosa farò da grande

Nella vita si capiscono molte cose, generalmente. Dalle cose più semplici a quelle un po’ più complicate, si riesce a farsi un’idea sulla propria persona.
Per quel che mi riguarda me la cavo abbastanza bene con le cose elementari: mi piace la pizza, odio i capperi, amo il gelato, detesto le meringhe.
Guardiamo film in quantità esagerate, ma per favore non fatemi perder tempo con gli horror. Si ai film d’azione, alle commedie, ai superdrammatici, e perchè no, ai fantasy. No, e ancora no, ai film francesi o cinesi. I tedeschi, visto uno visti tutti, ma in mancanza di altro fanno compagnia.
Ascoltiamo tutta la musica del mondo, ma evitiamo il rumore assordante, vi prego. Compreso Gigi D’Alessio.
Libri a palate, libri a montagne, libri in ogni dove. Tutti quanti, nessuno escluso.
Tenetemi lontana dagli opinionisti, dai talent show vari e soprattutto da Barbara D’Urso (mi fa specie pure nominarla nel mio blog). I tronisti abbatteteli per favore, per non parlare delle veline, delle letterine, delle professoresse e dei nulla-facenti televisivi.
La politica non la evito, ma nemmeno me ne faccio una ragione di vita.
Lo sport non toglietemelo mai, lo sport e i suoi campioni, che non sono solo quelli che si vedono in tv. Lo sport della fatica e dei sacrifici, ma anche della felicità e della voglia di muoversi, del ritmo dei muscoli che praticano un’arte. Quindi escluderei moltissimi calciatori.
Che i dormiglioni, gli assonnati cronici e i privi di vitalità mi stiano alla larga, perché vorrei davvero scuotervi e gridarvi nelle orecchie di darvi una mossa. Spedirei su un altro pianeta quelli che seguono la massa ad ogni costo, ma anche gli anticonformisti per principio, che sono tali solo per il gusto di andare contro il resto del mondo e pur di farsi “fighi” agli occhi degli altri. I prepotenti, poi, mi accontenterei di investirli con la macchina, per non parlare delle prime donne, degli insopportabili “so-tutto-io” e degli egocentrici, che non sanno ammirare altro che il proprio riflesso in ogni vetro del mondo.
Vorrei vedere soltanto lealtà e solidarietà, gentilezza di cuore e amore vero (che non è quello dei fidanzati che si baciano al tramonto per poi farsi le corna appena calato il sole). Amicizia e spirito di libertà. Ironia e autoironia. Evitiamo l’ostentazione e lasciamo spazio a un po’ di modestia, che male non farebbe.
Amo ascoltare la gente che parla di qualcosa di cui è appassionato, ho una passione vera per gli appassionati: hanno una luce negli occhi quando raccontano del proprio argomento che è impareggiabile. Non sopporto chi distrugge tutto quello che non è come lo intende lui, chi demolisce ciò che è diverso dalla propria persona, perché credo che se ognuno si limitasse ad ascoltare e a dire “beh, io non la penso come te, però ok, va bene lo stesso” vivremmo tutti molto più serenamente. Il famoso “vivi e lascia vivere” dovrebbe diventare un credo internazionale.

Tutto questo è molto interessante, forse… ma qual’è il punto?
Il punto è che so abbastanza bene che cosa mi piace, cosa mi interessa e cosa non sopporto, ma se devo dirvi chi vorrei diventare o cosa vorrei fare da grande (che poi “grande” lo sarei già, secondo alcuni) diventa veramente un rebus intrigato.
Finchè si studia si ha una concezione del mondo molto lontana. Già, il mondo è là fuori e pensiamo che ci aspetti. Non è esattamente così: noi aspettiamo con ansia il momento dell’uscita, la svolta che ci lancerà tra gli adulti.
Si tratta di esser catapultati da un momento all’altro in una realtà che vedevamo solo con il binocolo…un luogo che pareva un’isola felice.
Pareva.
Devi rispondere, così, a domande come: competenze? esperienze? quale posizione vorresti ricoprire? E ti ritrovi a rileggere la tua vita riassunta in due paginette scarse. Tutti questi anni di studi e libri su libri, per avere in mano solo due fogli che ti chiedono più esperienza lavorativa che titoli di studio.

Mi viene in mente quella canzone di J.Ax che dice:
…non mi trovo male tra persone ad un minuto dallo sbrocco totale, che non hanno programmi, che anche a quarant’anni non sanno cosa faranno da grandi…
(Le chiavi di casa)

Da piccoli era più facile rispondere alla domanda: cosa vuoi fare da grande?
Io, per esempio, sono passata dall’ufficiale della Marina Militare, quando ancora le donne non erano ammesse, e solo perché mi piaceva la divisa, alla veterinaria, l’avvocato in stile “JAG”, poi judoka professionista, l’artista, la scrittrice, la pubblicitaria e la giornalista.
Quest’ultima rimane, ma non si dimentica mai della judoka, dell’artista e della scrittrice.
A pensarci bene anche la pubblicitaria e la veterinaria non sarebbero affatto male.
Ah dimenticavo: la fotografa e la fotogiornalista.
Dite che se vado all’Accademia Navale sono ancora in tempo?

Magari anch’io a quarant’anni non saprò ancora cosa farò da grande, ma forse sarebbe meglio decidersi un po’ prima.

Può darsi le due cose

Non lo so se mamma aveva ragione, o se… se ce l’ha il Tenente Dan… non lo so… se abbiamo ognuno il suo destino o se siamo tutti trasportati in giro per caso come da una brezza… ma io… io credo… può darsi le due cose.
Forse le due cose capitano nello stesso momento.

- Cit. Forrest Gump

Per me Forrest non era stupido per niente. Se esser stupidi volesse dire questo, beh… ci metterei la firma!

Una serie di sfortunati eventi

Chiorbaciov

Pensieri, parole, opere ed omissioni

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

Vittorio Aulenti

It's just my point of view

____________Mille Nuovi Orizzonti__________

Nasce dall'esigenza di dare qualche informazione utile sui mezzi di trasporto, ristoranti, guesthouse, luoghi e orari dei viaggi fatti.......lasciando la poesia alla fotografia

Incantesimando

Un blog sul mondo fantasy

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 34 follower